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Occupazioni abusive

PAGINA IN AGGIORNAMENTO.

Ai sensi dell'Articolo 14 del vigente Regolamento provinciale, sono abusive le occupazioni:

  1. realizzate senza la concessione provinciale o con destinazione d'uso diversa da quella prevista in concessione;
  2. occasionali, come definite dal vigente regolamento, per le quali non è stata inviata la prescritta comunicazione o attuate contro divieti delle autorità pubbliche;
  3. eccedenti lo spazio concesso (limitatamente alla sola parte eccedente);
  4. protratte oltre il termine stabilito nell'atto di concessione o in successivi atti di proroga debitamente autorizzata;
  5. mantenute in opera malgrado ne sia intervenuta l'estinzione, la revoca, la sospensione o la decadenza;
  6. effettuate da persona diversa dal concessionario, salvo i casi di subingresso previsti dal vigente regolamento.

Sono altresì abusive le occupazioni per le quali non sia stato eseguito integralmente, e/o sia stato eseguito parzialmente, il pagamento del dovuto canone unico patrimoniale e/o degli altri oneri.

Per la rimozione delle occupazioni abusive, il responsabile del procedimento, anche in virtù dei poteri spettanti all'Autorità amministrativa in base al comma 2 dell'articolo 823 (Condizione giuridica del demanio pubblico) del codice civile, notifica con immediatezza al trasgressore l'ordine di provvedere al ripristino dello stato dei luoghi, entro un termine non superiore a 7 (sette) giorni.
Decorso inutilmente tale termine, ovvero in caso di necessità e urgenza, il ripristino dell'area occupata sarà effettuato d'ufficio.
Le spese di ripristino sono dovute, in solido, da coloro che hanno contribuito a realizzare l'occupazione abusiva.

In caso di occupazione abusiva della sede stradale, le sanzioni e indennità previste dal presente Regolamento si applicano in concorso con quelle di cui ai commi 4 e 5 dell'articolo 20 (Occupazione della sede stradale) del Nuovo Codice della Strada.
In base al richiamato comma 4, chiunque occupa abusivamente il suolo stradale, ovvero, avendo ottenuto la concessione, non ottempera alle relative prescrizioni, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 173 a euro 694.
In base al richiamato comma 5, la violazione di cui ai commi 2, 3 e 4 importa la sanzione amministrativa accessoria dell' obbligo per l'autore della violazione stessa di rimuovere le opere abusive a proprie spese, secondo le norme del capo I (Degli illeciti amministrativi e delle relative sanzioni), sezione II (Delle sanzioni amministrative accessorie a sanzioni amministrative pecuniarie), del titolo VI (Degli illeciti previsti dal presente codice e delle relative sanzioni) del Nuovo Codice della Strada.

Come disposto dall'art. 3, comma 16, della Legge n. 94/2009 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica), fatti salvi i provvedimenti dell'autorità per motivi di ordine pubblico, nei casi di indebita occupazione di suolo pubblico previsti dall'articolo 633 del codice penale (Invasione di terreni o edifici) e dall'articolo 20 (Occupazione della sede stradale) del Nuovo Codice della Strada, il Presidente della Provincia e/o il Dirigente Responsabile del Settore Tecnico può ordinare l'immediato ripristino dello stato dei luoghi a spese degli occupanti e, se si tratta di occupazione a fine di commercio, la chiusura dell'esercizio fino al pieno adempimento dell'ordine e del pagamento delle spese o della prestazione di idonea garanzia e, comunque, per un periodo non inferiore a cinque giorni.

Incaricato

-

Tempi complessivi

-

Note

Sanzioni e indennità

Ai sensi dell'articolo 35 del vigente Regolamento provinciale, alle occupazioni considerate abusive si applicano:

  1. la previsione di un'indennità pari al canone maggiorato del 50 per cento, considerando permanenti le occupazioni realizzate con impianti o manufatti di carattere stabile e presumendo come temporanee le occupazioni effettuate dal trentesimo giorno antecedente la data del verbale di accertamento, redatto da competente pubblico ufficiale;
  2. le sanzioni amministrative pecuniarie di importo non inferiore all'ammontare dell'indennità di cui alla precedente lettera a), ferme restando quelle stabilite dai richiamati commi 4 e 5 dell'articolo 20 (Occupazione della sede stradale) del Nuovo Codice della Strada.

La suddetta indennità e le spese di rimozione e di ripristino sono dovute, in solido, da coloro che hanno concorso a realizzare l'occupazione abusiva, ciascuno dei quali risponde della propria violazione agli effetti dell'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie.

Il pagamento dell'indennità e della sanzione, anche in misura ridotta, non sanano l'occupazione abusiva, che deve essere rimossa o regolarizzata con la richiesta e il rilascio dell'atto di concessione o autorizzazione.

Sanzioni accessorie e tutela del demanio pubblico

Ai sensi dell'articolo 36 del vigente Regolamento provinciale, la Provincia procede alla rimozione delle occupazioni prive della prescritta concessione o autorizzazione o effettuati in difformità dalle stesse o per i quali non sia stato eseguito il pagamento del relativo canone, previa redazione di processo verbale di constatazione redatto da competente pubblico ufficiale o da soggetto abilitato ex L.296/2006, con oneri derivanti dalla rimozione a carico dei soggetti che hanno effettuato le occupazioni o per conto dei quali è stata effettuata.

Nei casi di occupazione abusiva di spazi ed aree pubbliche, l'accertatore intima al trasgressore, nel processo verbale di contestazione della violazione, la cessazione del fatto illecito, la rimozione dell'occupazione ed il ripristino dello stato dei luoghi.

Fermi restando i poteri di cui al comma 2 dell'art.13 (Atti di accertamento) della Legge 689/1981 (Modifiche al sistema penale), ove l'occupazione possa costituire obiettivo pericolo o grave intralcio per la circolazione e il trasgressore non voglia o non possa provvedere sollecitamente alla rimozione, le cose utilizzate o destinate a commettere gli illeciti (i materiali, gli impianti, le attrezzature) possono essere sottoposte a sequestro amministrativo cautelare dall'organo accertatore, rimosse d'ufficio e depositate in locali od aree idonee, e, se possibile, nella disponibilità del trasgressore nominatone custode.

Tutte le spese sostenute per la rimozione, magazzinaggio e custodia sono a carico del trasgressore. Salvo quanto previsto dall'articolo 19 (Sequestro) della Legge 689/1981 (Modifiche al sistema penale), in materia di opposizione al sequestro, detto materiale è tenuto a disposizione dell'interessato per 60 giorni e restituito su richiesta con provvedimento di dissequestro ove risulti pagata la sanzione applicata. Scaduto tale termine, è disposta la confisca amministrativa.

Negli altri casi copia del verbale è trasmessa senza indugio al Dirigente Responsabile.

In base al comma 2 dell'articolo 823 (Condizione giuridica del demanio pubblico) del codice civile, il responsabile dell'ufficio ordina al trasgressore il ripristino dello stato dei luoghi, entro un termine fissato di regola in sette giorni, a pena dell'intervento d'ufficio.
L'ordine è notificato con immediatezza al trasgressore.
Nei casi di necessità e urgenza, si procede direttamente al ripristino d'ufficio dello stato dei luoghi.
Le spese per il ripristino, eseguito d'ufficio, sono poste a carico del trasgressore.

Il trasgressore è soggetto, inoltre, alle sanzioni amministrative accessorie, previste dalle norme di legge o regolamento per la specifica occupazione abusiva.

A chi rivolgersi

A chi rivolgersi - Referente
Ufficio/Organo: Occupazione del suolo pubblico
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